Cerca nel blog

2019/02/12

Youtube iperamplifica il complottismo, promette che smetterà

Dietro il boom dei complottismi c’è, almeno in parte, l’intelligenza artificiale. Se guardate su Youtube un video dedicato a un certo argomento, il sistema di intelligenza artificiale di Youtube vi propone altri video dello stesso genere, e così via, in un crescendo iperpersonalizzato per ogni utente che ha un solo scopo: massimizzare il tempo che trascorrete su Youtube, perché più ne passate, più vedete pubblicità e più Google (proprietaria di Youtube) incassa.

L’idea in sé sembra ragionevole ed è la chiave del successo economico di Youtube. Ma ha una conseguenza inattesa: quest’intelligenza artificiale viene man mano alterata dagli utenti stessi.

Lo spiega bene Guillaume Chaslot, un ex dipendente di Youtube che ha contribuito allo sviluppo del sistema automatico di raccomandazione dei video. Chi passa tantissimo tempo su Youtube influenza fortemente quali video vengono suggeriti anche agli altri utenti. I video visti da questi grandi consumatori diventano ultrapopolari, e quindi i creatori di video ne producono altri dello stesso stampo per ottenere popolarità e incassi. Così gli altri utenti passano ancora più tempo a guardare quei tipi di video, diventando a loro volta grandi consumatori, che influenzano i suggerimenti per gli altri, e così via.

Questo può sembrare innocuo se i video sono quelli di Peppa Pig: Youtube proporrà altri cartoni animati analoghi. Ma quando i video consigliati parlano della Terra piatta, degli alieni che rapiscono le persone o dei vaccini come complotto delle multinazionali, allora nasce un problema. Un paio di anni fa Chaslot si è accorto che l’intelligenza artificiale di Youtube raccomandava i video che sostenevano le tesi di complotto molto più di quelli che raccontavano i fatti.

Per esempio, i video dei terrapiattisti venivano promossi circa dieci volte più di quelli che spiegano che la Terra è sferica, generando una visibilità stratosferica per queste idee distorte, e il canale ufologico Secureteam10 aveva raccolto mezzo miliardo di visualizzazioni di video falsi o ingannevoli, pieni di accuse di cospirazioni governative.

Chi entra nella spirale del complottismo, magari solo per curiosità, viene insomma bombardato da video che rinforzano questa visione deformata del mondo, mentre i video che potrebbero levargli i dubbi gli vengono nascosti. Questo crea l’impressione che una tesi di complotto sia molto più diffusa e credibile di quanto lo sia in realtà e può esasperare situazioni personali labili. Chaslot cita il caso di Buckey Wolfe, un uomo di Seattle che si è convinto che suo fratello era un uomo lucertola e lo ha ucciso. Il canale Youtube preferito di Wolfe era Secureteam10, e gli altri erano tutti dello stesso genere.

È impossibile stabilire quanto abbia avuto peso l’intelligenza artificiale di Youtube nel rinforzare il disagio mentale di Buckey Wolfe, ma di certo non ha aiutato, e tutti conosciamo qualcuno che si è fatto sedurre dal cospirazionismo grazie ai video. Pochi giorni fa Youtube ha annunciato che cambierà le proprie regole di raccomandazione di contenuti per non promuovere la disinformazione. È un buon inizio, ma sta a noi essere consapevoli di questi meccanismi di manipolazione.


Approfondimenti


Aggiungo qui alcune informazioni che per motivi di lunghezza non ho potuto includere nel testo pubblicato qui sopra, che ho preparato per la mia rubrica settimanale La Rete in tre minuti di Radio Inblu.

Chi volesse provare ad azzerare la personalizzazione delle raccomandazioni di Youtube può esplorare la propria cronologia presso https://www.youtube.com/feed/history/search_history e cliccare su Cancella tutta la cronologia delle ricerche e su cancella tutta la cronologia visualizzazioni, oppure prendere l’abitudine di usare Youtube in una finestra di navigazione privata.

Qui sotto potete guardare un video (ironicamente ospitato da Youtube) che illustra in inglese le osservazioni di Chaslot su Youtube.


E quella che segue è la spiegazione via Twitter di Chaslot che ha ispirato questo mio articolo: include la triste esperienza personale del ricercatore con un conoscente caduto nella spirale del complottismo e molti altri dettagli importanti, come l’organizzazione Algotransparency.org fondata da Chaslot per incoraggiare la trasparenza sugli algoritmi di AI.







































2019/02/11

Mars One è fallita. Che sorpresa

Ultimo aggiornamento: 2019/02/11 17:55.

Se qualcuno ancora credeva che Mars One fosse credibile, questa notizia dovrebbe levare ogni dubbio. La società svizzera Mars One Ventures, che aveva rilevato la parte britannica del progetto olandese-britannico, è in liquidazione per fallimento.

La segnalazione arriva da Reddit e posso confermare che visitando il Registro del Commercio del cantone Basilea Città risulta una voce “Mars One Ventures AG in Liquidation CHE-375.837.130”, che però attualmente non è accessibile. Contiene, stando alla segnalazione, la dichiarazione che il Tribunale Civile di Basilea Città ha dichiarato il fallimento della società con effetto dal 15 gennaio 2019, pertanto sciogliendola.

Mars One diceva di voler colonizzare Marte e di voler portare i primi astronauti sul pianeta entro il 2026 finanziandosi in parte con un reality e aveva ricevuto le sottoscrizioni di 120.000 candidati.

Maggiori dettagli sono disponibili, in inglese, su Spacenews.com.


CORREZIONE: Una prima stesura di questo articolo parlava erroneamente di bancarotta al posto di fallimento. 

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

2019/02/10

Nufologia: il mistero delle linee davanti alla Luna di Apollo 9

Ultimo aggiornamento: 2019/02/11 22:30.

Ieri David Portree, uno storico appassionato di spazio, autore di articoli per il sito della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter e per l’Apollo Image Archive nonché gestore del blog Spaceflight History, ha proposto questo mistero: una foto della missione Apollo 9 nella quale si stagliano, davanti alla Luna, tre linee oblique non identificate.



Ovviamente gli ufologi sostengono da tempo che si tratti di “una flotta di tre UFO”.


Una volta tanto, però, gli ufologi sono stati corretti e hanno indicato la fonte esatta della fotografia: lo scatto AS09-23-3500, consultabile qui, qui oppure qui. La scansione diretta dalla pellicola originale è qui presso March to the Moon.

Questa è la foto originale intera, non elaborata:



Questa è una mia elaborazione della scansione in formato TIFF:



La prima ipotesi che mi è venuta in mente è che le linee siano dei segni di riferimento incisi sui finestrini del veicolo spaziale, come quelle mostrate qui sotto o quelle documentate in Apollo Experience Report - Spacecraft Structural Windows, pagina 10, qui (con foto) e nella pagina Crewman Optical Alignment Sight. Non si tratta delle classiche crocette di riferimento che caratterizzano le foto lunari, perché queste crocette erano sempre allineate ai bordi della pellicola (essendo incise su un vetrino a contatto con la pellicola) e mai oblique.



Il problema di questa ipotesi è che il finestrino mostrato è quello del Modulo Lunare del veicolo Apollo, che però al momento dello scatto non era più presente. La missione Apollo 9, infatti, collaudò il Modulo Lunare stando in orbita intorno alla Terra, dal 3 al 13 marzo 1969, e la foto in questione risulta scattata alle 21.50 GMT del 10 marzo (secondo il catalogo NASA delle foto della missione, pagina A-94, che la descrive semplicemente come “Lunar view”).

Ma secondo la cronologia della missione, il Modulo Lunare fu sganciato alle 21:22 GMT del 7 marzo. Quindi la foto non può essere stata scattata attraverso quel finestrino.

Si potrebbe ipotizzare uno scatto fatto attraverso uno dei finestrini frontali del Modulo di Comando di Apollo 9, che erano dotati di griglie di allineamento (rendezvous windows, in Command Module Overview, pagina 48), ma c’è un problema: la grandezza della Luna.

Le dimensioni della Luna nella fotografia indicano che si tratta di uno scatto fatto usando un teleobiettivo, altrimenti la Luna sarebbe molto più piccola. Ma non risulta che a bordo ci fossero teleobiettivi sufficientemente potenti (va ricordato che Apollo 9 portò nello spazio fotocamere Hasselblad con pellicole da 70 mm, che avrebbero richiesto teleobiettivi estremamente ingombranti.

Inoltre il catalogo GAPE indica che la foto fu fatta con un obiettivo da 80 mm: lo stesso usato per le altre foto immediatamente precedenti e successive, che mostrano vedute della Terra.



L’uso di un teleobiettivo, oltretutto, avrebbe comportato una profondità di campo molto ridotta, per cui eventuali segni sui finestrini sarebbero stati completamente sfocati.

Quindi come si spiega la foto? Semplice: a bordo della capsula Apollo c’era eccome un “teleobiettivo”. Era il sestante usato per determinare la posizione e l’assetto del veicolo rispetto alle stelle fisse, come spiegato in questo video NASA.




Questo è il reticolo di puntamento del sestante, tratto dal già citato video NASA:



Questo reticolo è documentato in questo manuale (figura GN-9100A) e anche in questo video della RR Auction (a 0:24, a sinistra), di cui riproduco qui sotto un fotogramma saliente:



Lo si vede in basso a sinistra in questa immagine tratta dall’Apollo Flight Journal:



La spiegazione più plausibile, e coerente con tutti i fatti conosciuti fin qui, è insomma che la foto sia stata scattata appoggiando la fotocamera all’oculare del sestante, usandolo come teleobiettivo, e che la fotocamera sia stata mossa, durante lo scatto, in una direzione grosso modo corrispondente all’orientamento delle due linee più scure. Questo spiegherebbe la sottoesposizione (le fotocamere a bordo non avevano un esposimetro), la scarsa nitidezza della Luna (in particolare la sfocatura del suo bordo sinistro ma non di quello superiore, effetto tipico di un movimento della fotocamera) e il fatto che le linee sono a fuoco.

La possibilità di scattare foto attraverso l’oculare era esplicitamente prevista e (nel caso dell’analogo sistema COAS del Modulo di Comando) fu sfruttata almeno una volta durante Apollo 14.

Un lettore, scatola grande, ha trovato due immagini di quello che sembra essere un manuale d’uso del sestante, che mostrano la forma del reticolo: una croce composta da due bracci formati da una linea singola e due bracci formati da una linea doppia. Questa forma coincide quasi perfettamente con le linee visibili nella foto in discussione.




Scatola grande ha anche trovato un disegno del reticolo nell’Apollo Flight Journal (a 008:09:03) a sua volta basato su un manuale di addestramento del 1967.

Non sono ancora riuscito a trovare una foto diretta del reticolo del sestante di Apollo 9, ma direi che questa spiegazione è più credibile rispetto a una flotta di astronavi a bastoncino.


Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

2019/02/07

Chicca per Trekker: l’animazione dell’equipaggio nella sigla di The Next Generation

Avvertenza: Se non siete appassionati totali di Star Trek, non leggete oltre. Non dite che non vi ho avvisato :-)

Quando debuttò Star Trek: The Next Generation, troppi anni fa, vantava ottimi effetti speciali (analogici) creati dalla Industrial Light and Magic, quella di Star Wars e tanti altri film visivamente straordinari. C’era chi giurava di aver intravisto, nella sigla di testa, che in un’inquadratura del modello dell’Enterprise (quella a 1:25 nel video qui sotto) c’erano addirittura le persone che si muovevano: una cosa che non si vedeva dai tempi di 2001: Odissea nello Spazio.


Io all’epoca guardavo TNG nell’unico modo possibile, ossia in videocassetta su un TV a tubo catodico, e quindi non vedevo dettagli così minuscoli. Soltanto anni dopo, quando uscì l’edizione in DVD e poi in Blu-ray, quell’avvistamento ormai diventato mitico tra i fan fu confermato.



Oggi TrekCore ha pubblicato l’animazione originale usata per creare l’effetto: una semplice sequenza di disegni a matita che mostrano membri dell’equipaggio. Fra l’altro, la visione dell’animazione originale chiarisce che non si tratta del ponte di comando, come avevano pensato in tanti, bensì nella sala conferenze (conference lounge o observation lounge) dell’astronave.





La vicenda è raccontata qui su Startrek.com. La pubblico qui per il puro piacere di condividere una chicca che mi ha fatto sorridere.


Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

2019/02/05

Falla di FaceTime permetteva di ascoltare attraverso gli iPhone, iPad e Mac altrui

Ultimo aggiornamento: 2019/02/08 21:30.

Per settimane, qualunque dispositivo Apple recente, dagli iPhone agli iPad ai computer Mac, poteva essere trasformato in una perfetta “cimice” per ascoltare di nascosto le conversazioni altrui e anche spiare tramite la telecamerina incorporata. Era sufficiente usare in maniera particolare (ma non troppo complicata) FaceTime, l’app di videochat di Apple, chiamando la persona da spiare. Anche se la persona non rispondeva alla chiamata, il suo dispositivo apriva il microfono e attivava la telecamera.

Una falla imbarazzante, risolta provvisoriamente da Apple in maniera drastica, ossia bloccando il servizio FaceTime in attesa di realizzare e distribuire un aggiornamento correttivo.

La schermata di stato dei sistemi e servizi Apple, consultabile qui.


L’imbarazzo è stato acuito dal fatto che Apple sta puntando molto, in termini di immagine aziendale, sulla sua attenzione alla sicurezza e alla privacy, e dal dettaglio non trascurabile che il difetto non è stato scoperto dai suoi esperti di controllo qualità ma da un ragazzo quattordicenne, Grant Thompson, a metà gennaio scorso.

Grant stava giocando a Fortnite e stava attivando una chat di gruppo con FaceTime quando si è accorto che poteva sentire anche le voci degli amici che non avevano ancora risposto all’invito a partecipare alla chat.

Come se non bastasse, Apple non ha risposto alle ripetute segnalazioni del problema fatte dalla madre del ragazzo ed ha reagito solo alcuni giorni dopo che la falla è stata rivelata pubblicamente.

L’azienda si è scusata e ha promesso di distribuire un aggiornamento di sicurezza entro questa settimana. Se avete un iPhone o un iPad, quindi, ogni tanto andate nelle Impostazioni e cercate la voce Generali e poi Aggiornamento software per vedere se l’aggiornamento è disponibile. Se avete un Mac, usate l’app dell’App Store e cliccate sulla sezione Aggiornamenti oppure andate nelle Preferenze di Sistema.

Imbarazzi a parte, però, la falla aveva una limitazione importante: lasciava sul dispositivo della vittima una chiara indicazione dell’identità dello spione o ficcanaso. Era quindi poco sfruttabile da intrusi professionisti o governativi, che preferiscono non lasciare tracce, ma era una pacchia per stalker ossessivi e partner gelosi che non avevano problemi a far sapere di stare origliando le proprie vittime. Vittime che spesso non sapevano come impedire questa persecuzione.

Incidenti come questo sono un promemoria molto chiaro del fatto che circoliamo tenendo in tasca, in ufficio e sul comodino un microfono che può essere attivato a distanza ed è gestito da un software molto complesso che a volte non funziona esattamente come vorrebbero i suoi creatori e utenti.

Le raccomandazioni apparentemente paranoiche degli esperti di sicurezza e privacy, che invitano a spegnere i telefonini o lasciarli fuori dalla stanza per qualunque conversazione o attività privata, sono insomma giustificate. Lo sa bene Larry Williams, un avvocato di Houston, che ha fatto causa ad Apple sostenendo che la falla di FaceTime ha consentito a qualcuno di origliare durante una delicatissima deposizione giurata di un suo cliente. Pensateci la prossima volta che andate dal medico o dal vostro avvocato o vi trovate in altre situazioni nelle quali fate confessioni molto personali.


2019/02/08 21:30


Apple ha rilasciato MacOS 10.14.3 e iOS 12.1.4, che risolvono questa falla.


Fonti aggiuntive: Graham Cluley, New York Times, The Inquirer, New York Times, CNet.